Storia dei triari di Roma | verticale

Ma chi erano questi Triari e cosa c’entra la legione romana?

 

Senza farvi tornare sui banchi di scuola, ecco qualche informazione sulla storia militare romana.
La Legione era l’unità militare di base dell’esercito romano. Ebbe varie formazioni, quella su cui ci soffermiamo si componeva di quattro linee:

  • nella prima erano schierati i VELITI, i più giovani, con armamento leggero, animati da entusiasmo agonistico, ma con meno esperienza;
  • nella seconda erano schierati gli astati, meno giovani dei veliti e molto impetuosi, più adatti al primo urto anche se meno esperti;
  • nella terza lo schieramento era composto da soldati più maturi, i principes, che completavano in esperienza e costanza quanto mancava alla prima linea;
  • nella quarta militavano i veterani, i TRIARI, soldati più anziani con l’esperienza di tante battaglie che attendevano, con un ginocchio a terra, l’esito della battaglia. Raramente i Triari dovevano intervenire. Erano però estremamente solidi ed erano coloro che, a ogni costo, avrebbero resistito e mai ceduto.

“Res ad Triarios rediit”

All’ epoca questo detto romano (La cosa è finita ai Triari)  corrispondeva al più odierno “siamo alla frutta“.
Sì, insomma… mischia per ‘loro’ sui 5 metri, adesso serve tutta l’esperienza!

 

Curiosità: il concetto di SOSTEGNO

 

Il sostegno sembra sia nato sempre con i Triari…
Quando si arrivava a diretto contatto con l’avversario, il Triario lo attendeva a piè fermo, a ranghi compatti e serrati, come una sorta di mischia chiusa rugbistica.
Nel frattempo alle sue spalle era piazzato un altro triario e dietro ancora un altro, su tre linee.
Il loro compito era quello di reggere per la cintola il veterano posto davanti a loro in modo tale da non farlo cadere, facendo così sfogare l’avversario. Poi rapidamente, approfittando della stanchezza del nemico, tiravano indietro il loro compagno e prendendo il suo posto, si cominciavano ad accanire sull’avversario che, ormai stanco, veniva abbattuto.

In questo modo i Triari avanzavano, come una specie di carrettino rugbistico. La loro meta consisteva nel mettere in fuga gli avversari scompaginando le loro linee con questa tecnica particolare di combattimento, detta del sostegno.